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Ballet for life by Giusy
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Ho visto il balletto “ballet for life” di Maurice Bejart per due volte, per questo voglio dire le mie impressioni e sensazioni per far si che chi non l’ha ancora visto, non se lo perda. Innanzitutto la compagnia: i ballerini scelti da Bejart sono eccezionali, veri professionisti, capeggiati da Gil Roman (l’unico rimasto del cast del 1997) direttore aggiunto di Bejart. I costumi sono di Versace, molto semplici, essenziali, candidi, molto adatti alle coreografie di questo spettacolo. All’apertura del sipario, non si poteva iniziare che con “A beautiful Day” e via via sempre in crescendo, con pezzi dei Queen molti de quali tratti dai loro concerti live, naturalmente non dimenticando l’intercalare con le musiche di Mozart. Chi non conosce la vita di Freddie non riesce sempre a capire i perché dei costumi scollati (anni ’70) indossati dal danzatore che lo impersona e anche la scelta delle musiche per ogni balletto dava un senso all’ottima interpretazione. Per esempio “Let Me Live” è stato ballato da tutta la compagnia dando un non so che di gioia, di vita, di voglia di far danzare gli spettatori anche se questa coreografia si conclude con una luminosa croce. Ecco lo spettacolo è tutto un “parlare” danzando, di vita di morte e speranze. La vita rappresentata dal bianco la morte rappresentata dal nero, sono tanto vicine quanto lontane, ognuno porta con sé un fardello durante il corso della propria vita e questo fardello è un lenzuolo arrotolato tra le mani ma che si spiega al vento per comunicare che la vita va vissuta con gioia, con amore, senza trascendere in promiscuità, perché in ogni momento l’Aids è in agguato. Per ogni pezzo musicale si potrebbe fare un commento, ma per chi non ha ancora visto lo spettacolo si perderebbe il gusto di apprezzarlo. Mi ha colpito il balletto su “The Millionaire Walts” (forse perché una delle canzoni che preferisco) dove il ballerino si è presentato con mantello e corona (Magic Tour) ho provato un brivido, pensando alla vita di Freddie spezzata prematuramente. Molto toccante “I Want To Break Free” interpretata, in video, dal grande ballerino Jorge Donn, poco prima di morire anch’egli di Aids. La serata non poteva concludersi che con “The Show Must Go On”. La
vita prima o poi si conclude, ma intanto… “The
Show Must Go On”. Concludendo, il sipario si chiudeva e si riapriva tra gli scroscianti applausi del pubblico molto soddisfatto sia per gli amanti del balletto sia per i fans dei Queen continuando con la ripetizione di “The Show Must Go On”.
Giusy |
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